1. Cos'è il vibe coding 10 min
Nel febbraio 2025 Andrej Karpathy — co-fondatore di OpenAI ed ex direttore AI di Tesla — descrive un nuovo modo di programmare: "ti abbandoni alle vibrazioni, dimentichi che il codice esiste". Descrivi all'AI cosa vuoi, guardi il risultato, chiedi modifiche. Il termine vibe coding nasce così, e in pochi mesi diventa il modo in cui milioni di persone senza alcuna formazione tecnica costruiscono siti e applicazioni reali.
La definizione operativa che useremo per tutto il corso è questa:
Il vibe coding è costruire software descrivendo il risultato che vuoi in linguaggio naturale a un'AI, valutando ciò che produce e iterando finché non funziona — senza scrivere codice a mano.
Attenzione a un equivoco comune: vibe coding non significa "premere un bottone e sperare". I risultati migliori arrivano quando tu fai bene tre cose che l'AI non può fare al posto tuo:
- Decidere cosa costruire — l'AI esegue, ma la visione del prodotto è tua.
- Giudicare il risultato — funziona? È chiaro? Un utente lo capirebbe?
- Guidare l'iterazione — dire cosa cambiare, in che ordine, e quando fermarsi.
In altre parole: tu sei il regista, l'AI è la troupe. Il regista non tiene in mano la telecamera, ma senza di lui il film non esiste.
2. Come "ragiona" un'AI (quel tanto che ti serve) 10 min
Non serve una laurea in informatica, ma capire tre proprietà dei modelli linguistici (LLM come Claude, GPT, Gemini) ti eviterà il 90% delle frustrazioni:
a) L'AI completa, non "sa"
Un LLM genera la continuazione più plausibile del testo che gli dai. Questo significa che la qualità di quello che ottieni dipende dalla qualità di quello che scrivi. Un prompt vago ("fammi un sito bello") produce un risultato generico; un prompt specifico produce un risultato specifico.
b) L'AI ha un contesto limitato
Ogni conversazione ha una "memoria di lavoro" (il contesto). Se il progetto cresce, l'AI può perdere pezzi. Regola pratica: una conversazione = un obiettivo. Nuova funzionalità? Spesso conviene una chat nuova, riassumendo dove sei arrivato.
c) L'AI a volte inventa (allucinazioni)
Può citare con sicurezza funzioni o servizi che non esistono, o dichiarare "fatto!" qualcosa che non funziona. Non è malafede, è statistica. L'antidoto è uno solo: verifica sempre il risultato con i tuoi occhi, aprendo la pagina e cliccando.
Mai fidarsi di "dovrebbe funzionare". Nel vibe coding la verità è quello che vedi nel browser, non quello che dice l'AI.
3. Come funziona il web in 10 minuti 10 min
Ti servono solo cinque concetti, spiegati con la metafora di un ristorante:
| Concetto | Cos'è | Metafora |
|---|---|---|
| Frontend | Ciò che l'utente vede e clicca: pagine, bottoni, colori (HTML, CSS, JavaScript) | La sala del ristorante |
| Backend | La logica invisibile che elabora richieste e dati | La cucina |
| Database | Dove i dati vengono salvati in modo permanente (utenti, ordini, contenuti) | La dispensa |
| Hosting / Deploy | Il servizio che tiene il tuo sito acceso e raggiungibile 24/7. "Deploy" = pubblicare | Il locale con l'insegna accesa |
| Dominio | L'indirizzo con cui ti trovano (es. tuosito.it) | L'indirizzo sulla mappa |
Distinzione fondamentale che userai già dal Modulo 3:
- Un sito statico è solo sala: pagine che si guardano (portfolio, vetrina, landing page). Facile e gratis da pubblicare.
- Una web app ha anche cucina e dispensa: gli utenti si registrano, salvano dati, interagiscono (una to-do list, un gestionale, un social).
Nel corso costruiremo prima il sito (Modulo 3), poi l'app (Modulo 4). Stessa logica, ambizione crescente.
4. La mentalità del vibe coder 10 min
Gli strumenti cambiano ogni mese; la mentalità resta. Le quattro abitudini che fanno la differenza:
1. Pensa in piccolo, costruisci a strati
Il principiante chiede "fammi un e-commerce completo" e ottiene un disastro. Il pro chiede prima la pagina prodotto, poi il carrello, poi il checkout. Una richiesta = una cosa. Ogni strato deve funzionare prima di aggiungere il successivo.
2. Descrivi il risultato, non la tecnologia
Non devi sapere come si fa una galleria fotografica: devi saper dire cosa deve fare ("quando clicco su una foto si ingrandisce, con una X per chiudere"). La tecnologia la sceglie l'AI.
3. L'errore è informazione, non fallimento
Quando qualcosa si rompe, il messaggio di errore è un indizio prezioso: si copia e si incolla all'AI, che nella maggior parte dei casi si corregge da sola. Il panico è opzionale.
4. Salva prima di osare
Prima di una modifica grossa, metti al sicuro la versione che funziona (vedrai come nel Modulo 6 con Git — per ora anche solo un duplicato del progetto). Così puoi sperimentare senza paura.
5. Anatomia di un buon prompt 10 min
Il prompt è il tuo strumento di lavoro principale. La struttura che useremo per tutto il corso ha quattro parti: Contesto → Obiettivo → Dettagli → Vincoli.
Fammi un sito per la mia attività.
[CONTESTO] Sono un fotografo di matrimoni a Firenze. Non so programmare. [OBIETTIVO] Voglio una landing page a pagina singola per trovare nuovi clienti. [DETTAGLI] - Sezioni: hero con titolo e foto, portfolio con 6 immagini, 3 testimonianze, prezzi (3 pacchetti), modulo contatti - Stile: elegante e minimale, tanto spazio bianco, colori crema e nero - Testi in italiano, tono caldo e professionale [VINCOLI] - Deve essere un singolo file HTML che posso pubblicare gratis - Perfettamente leggibile da smartphone - Niente testi segnaposto tipo "lorem ipsum": scrivi testi realistici
Nota tre cose: il contesto dice chi sei (l'AI adatta tono e scelte), i dettagli sono elencati (non un muro di testo), i vincoli evitano i difetti che scopriresti solo dopo. Non serve che sia perfetto al primo colpo: il prompt apre la conversazione, l'iterazione la chiude.
Non sai cosa chiedere? Chiedi all'AI di intervistarti: "Voglio creare un sito per la mia attività. Fammi le domande necessarie per capire cosa mi serve, poi proponi una struttura." L'AI è bravissima a farti da consulente prima che da esecutore.
6. Esercizio pratico 10 min
- Apri claude.ai (o ChatGPT/Gemini) e crea un account gratuito se non lo hai.
- Pensa a un progetto che ti piacerebbe davvero realizzare (il sito della tua attività, un'app per una tua esigenza, un portfolio).
- Scrivi un prompt con la struttura Contesto → Obiettivo → Dettagli → Vincoli e chiedi all'AI non di costruirlo, ma di proporti: la struttura delle pagine, le funzionalità essenziali per la prima versione, e cosa lasciare a dopo.
- Fai almeno 3 domande di follow-up per raffinare la proposta.
- Salva il risultato: è il progetto che costruirai nei prossimi moduli.
Cosa hai imparato:
- Cos'è il vibe coding e qual è il tuo ruolo (regista, non dattilografo)
- Le 3 proprietà dell'AI: completa, ha contesto limitato, a volte inventa
- Frontend, backend, database, hosting e dominio — la mappa del web
- Le 4 abitudini mentali: piccoli passi, risultato non tecnologia, errore = informazione, salva prima di osare
- La struttura del prompt perfetto: Contesto → Obiettivo → Dettagli → Vincoli